Five Eyes e UAP: Clive Lewis dice di essere stato «fuorviato» dal MOD britannico

Corridoio istituzionale britannico con documenti parlamentari e riferimenti visivi alla cooperazione Five Eyes sugli UAP Il dossier sulla cooperazione Five Eyes in materia UAP riaperto dalle domande parlamentari di Clive Lewis e dalle risposte del Ministry of Defence.

Il Regno Unito partecipò al primo UAP Caucus Five Eyes del 24 maggio 2023. Nel 2025 il MOD disse di non aver preso parte a gruppi internazionali specificamente UAP «since May 2023» e non rispose direttamente se la cooperazione fosse ancora in corso. I documenti chiariscono il punto di partenza, non ciò che è avvenuto dopo.

Il 27 agosto 2026 il deputato laburista britannico Clive Lewis ha riaperto una questione che, sulla carta, avrebbe dovuto avere una risposta netta: il Regno Unito continua a cooperare con gli alleati Five Eyes sugli UAP? Durante una conversazione pubblicata dalla Sol Foundation, Lewis ha riassunto la propria valutazione con poche parole: «Have I been lied to? I’ve definitely been misled.»

L’accusa di essere stato fuorviato è una valutazione politica di Lewis. I documenti disponibili non provano che il Ministry of Defence abbia mentito. Mostrano però un dato verificabile: il 24 maggio 2023 funzionari britannici parteciparono al Pentagono a un incontro organizzato dall’All-domain Anomaly Resolution Office, AARO, intitolato «FVEY Inaugural UAP Caucus». L’agenda prevedeva aggiornamenti UAP da Australia, Canada, Regno Unito e Nuova Zelanda e una discussione su un piano di collaborazione futura.

Due anni dopo, alla Camera dei Comuni, il MOD rispose che non aveva partecipato a gruppi internazionali «specifically focused» sugli UAP «since May 2023». Quando Lewis chiese poi se la cooperazione britannica con il Five Eyes UAP Caucus fosse ancora in corso, la risposta non fu né sì né no: il Ministero lo rinviò alla dichiarazione precedente. È in questo spazio, fra ciò che il maggio 2023 documenta e ciò che il periodo successivo non chiarisce, che nasce il problema investigativo.

I fatti verificati

Il 24 maggio 2023 AARO convocò al Pentagono rappresentanti del proprio ufficio, dell’Office of the Director of National Intelligence, della Federal Aviation Administration, della NASA e di partner Five Eyes impegnati sul tema UAP. L’agenda ufficiale, resa pubblica attraverso la EFOIA Reading Room di AARO, definisce l’incontro come il primo caucus Five Eyes dedicato agli UAP.

Lo scopo indicato nel documento era costruire una consapevolezza condivisa dei problemi affrontati dagli alleati, delle attività e delle difficoltà di rilevazione, identificazione e mitigazione e delle opportunità di collaborazione legate alla missione. Il testo aggiunge un obiettivo preciso: sviluppare un quadro per una futura collaborazione UAP.

La seconda pagina dell’agenda riserva 75 minuti ai «FVEY Partner UAP Updates» e nomina Australia, Canada, United Kingdom e New Zealand. Subito dopo compare una discussione sul «FVEY UAP Collaboration Way-Ahead Plan». Fra i temi proposti figurano reti per condividere report UAP, database comuni di oggetti noti rilevati da sensori diversi, pianificazione della raccolta e un possibile calendario di incontri futuri.

La partecipazione britannica non emerge soltanto dall’agenda statunitense. Una risposta del Defence Intelligence Secretariat, riportata nel 2024 dopo una richiesta Freedom of Information, confermò che due membri di Defence Intelligence erano presenti. La successiva decisione dell’Information Commissioner’s Office del 17 marzo 2025 riproduce inoltre la richiesta relativa alla presentazione britannica e al materiale prodotto dai due funzionari.

Da dove nasce la notizia

Le risposte parlamentari del 2025

Il 22 luglio 2025 Clive Lewis chiese al Secretary of State for Defence se il governo avesse partecipato, dopo maggio 2023, a gruppi internazionali dedicati agli unidentified aerial phenomena. La risposta del 4 settembre, firmata dal ministro Luke Pollard, affermò che il Ministry of Defence non aveva partecipato a gruppi internazionali specificamente focalizzati sugli UAP «since May 2023».

La formulazione è importante. Può essere letta come riferita al periodo successivo a maggio 2023 e, in questa interpretazione, non entra in conflitto formale con un incontro avvenuto il 24 maggio dello stesso anno. I documenti pubblici esaminati non mostrano infatti una successiva partecipazione britannica a un gruppo formalmente identificato come UAP.

Lewis presentò però un secondo quesito più circoscritto: chiese se la cooperazione del Regno Unito con il Five Eyes UAP Caucus fosse «ongoing». L’8 settembre 2025 Louise Sandher-Jones non fornì una nuova risposta sostanziale e rinviò Lewis alla risposta precedente alla Question 69989.

La nuova dichiarazione di Clive Lewis

La frase «definitely misled» compare nella conversazione della Sol Foundation pubblicata il 27 agosto 2026; la ricostruzione giornalistica di Liberation Times è del 29 agosto. Lewis non afferma di possedere prove sulla natura degli UAP e non presenta documenti che dimostrino una cooperazione britannica successiva al maggio 2023. Il suo punto riguarda trasparenza e accountability: secondo il deputato, le risposte ricevute non descrivono con chiarezza ciò che il governo britannico ha fatto con gli alleati Five Eyes.

Il contesto necessario

Il MOD mantiene da anni una posizione pubblica distinta dall’attività di AARO negli Stati Uniti. In una risposta parlamentare del 2025 ha ribadito che il Regno Unito cessò nel 2009 di investigare le segnalazioni UAP provenienti dal pubblico, dopo che più di cinquant’anni di segnalazioni non avevano indicato una minaccia militare per il Paese.

Questo punto non equivale però, per definizione, a stabilire l’assenza di ogni scambio alleato su rilevamenti non attribuiti, sicurezza aerea, intelligence o dati di sensori. «Non investigare le segnalazioni del pubblico» e «non partecipare a cooperazione internazionale su eventi non identificati» sono affermazioni differenti e vanno verificate separatamente.

Che cosa mostrano realmente i dati

La documentazione consente di fissare quattro elementi.

  • Il meeting del 24 maggio 2023 esistette ed era specificamente dedicato alla cooperazione Five Eyes sugli UAP.
  • Il Regno Unito figurava fra i partner incaricati di fornire un aggiornamento UAP e due funzionari di Defence Intelligence risultano aver partecipato.
  • L’agenda non descrive un incontro conclusivo: include un «way-ahead plan» e ipotesi di reti di reporting, database condivisi, collection planning e riunioni future.
  • Le risposte parlamentari del settembre 2025 non documentano una partecipazione britannica dopo maggio 2023, ma il follow-up sull’eventuale cooperazione ancora in corso non ricevette un sì o un no esplicito.

Esiste poi un elemento successivo che merita cautela. Nel giugno 2024 una portavoce del Dipartimento della Difesa statunitense dichiarò a Liberation Times che AARO continuava a discutere con i partner Five Eyes «areas of mutual interest and concern related to UAP». È una dichiarazione attribuita direttamente al DoD, ma non identifica quali Paesi abbiano preso parte a ogni confronto successivo. Non dimostra quindi che il Regno Unito fosse presente a un nuovo meeting o a ogni scambio avvenuto dopo il 24 maggio 2023.

Il rapporto annuale AARO per l’anno fiscale 2024 conferma inoltre che l’ufficio conduce attività di liaison con partner stranieri nell’ambito della propria missione UAP. Anche questo dato stabilisce l’esistenza di cooperazione internazionale in senso generale, non la partecipazione britannica a uno specifico canale post-maggio 2023.

Interpretazioni, limiti e spiegazioni concorrenti

Una prima interpretazione è che la risposta del MOD sia letteralmente accurata: il Regno Unito partecipò al caucus del 24 maggio 2023 e in seguito non prese più parte a gruppi internazionali formalmente dedicati agli UAP. In questo scenario la frase «since May 2023» delimita il periodo successivo e la documentazione oggi pubblica non la contraddice.

Una seconda possibilità è che forme di cooperazione siano proseguite senza assumere la forma di un «international grouping specifically focused on UAP». Five Eyes è un’architettura di cooperazione più ampia di un singolo caucus; scambi su sicurezza aerea, intelligence, sensori o oggetti non attribuiti potrebbero ricadere sotto categorie differenti. Questa possibilità è compatibile con il linguaggio amministrativo, ma non è dimostrata per il Regno Unito dai documenti pubblici esaminati.

Una terza lettura riguarda la qualità della risposta parlamentare, indipendentemente dalla sostanza della cooperazione. La domanda sull’«ongoing cooperation» chiedeva se una collaborazione fosse ancora in corso. Rinviare alla risposta precedente può essere formalmente sufficiente nell’ambito della procedura parlamentare, ma non chiarisce quali attività, definizioni o canali il MOD includa o escluda dal termine «cooperation».

Il dossier FOIA aggiunge un limite ulteriore. Nel marzo 2025 l’ICO ritenne legittimo l’uso della sezione 23(5) del Freedom of Information Act per non confermare né negare il possesso delle informazioni richieste sulla presentazione britannica. Il 20 febbraio 2026 il First-tier Tribunal, nel caso [2026] UKFTT 227 (GRC), ha respinto l’appello relativo a quella decisione. Questo esito conferma la validità giuridica del neither-confirm-nor-deny in quel procedimento; non dimostra il contenuto della presentazione, non identifica un programma segreto UAP e non stabilisce alcuna origine non umana dei fenomeni.

Il residuo investigativo

Il punto ancora aperto comincia dove la documentazione pubblica smette di descrivere il dopo. L’agenda AARO mostra che il 24 maggio 2023 si discusse esplicitamente di collaborazione futura. La risposta parlamentare del 2025 afferma che il MOD non ha partecipato a gruppi specificamente UAP «since May 2023». Fra questi due estremi manca una cronologia pubblica capace di mostrare che cosa sia stato effettivamente attuato.

Non sappiamo che cosa contenesse l’«UK Update» del 24 maggio. Non sappiamo se il caucus si sia riunito di nuovo con partecipazione britannica. Non sappiamo se siano stati creati canali di reporting o database condivisi, né se eventuali scambi siano confluiti in strutture Five Eyes già esistenti. La dichiarazione statunitense del 2024 indica che AARO continuava a parlare con partner Five Eyes, ma non permette di attribuire al Regno Unito una presenza specifica.

Il residuo, quindi, non riguarda la natura degli UAP. Riguarda il perimetro della cooperazione: quali attività il MOD considera parte di un «gruppo internazionale specificamente UAP», quali forme di scambio considera invece parte di normali canali di difesa o intelligence e se il Regno Unito abbia continuato a parteciparvi dopo maggio 2023.

Le domande ancora aperte

  • Che cosa conteneva l’aggiornamento britannico presentato al Pentagono il 24 maggio 2023?
  • Il Five Eyes UAP Caucus ha tenuto altri incontri e, in caso affermativo, il Regno Unito vi ha partecipato?
  • Il «framework for future UAP collaboration» previsto dall’agenda è stato creato? Con quali regole e partecipanti?
  • Esistono scambi Five Eyes pertinenti agli UAP che il MOD non classifica come partecipazione a un gruppo specificamente UAP?
  • Il governo britannico fornirà a Lewis una risposta aggiornata dopo la sua dichiarazione pubblica del 2026?

Fonti e documenti consultati

Il prossimo dato decisivo non sarebbe una nuova interpretazione, ma un documento: un’agenda successiva, un elenco di partecipanti, un mandato, una risposta parlamentare più precisa o materiale desecretato sull’«UK Update» del 24 maggio 2023.

Per seguire gli sviluppi documentali su UAP, intelligence e trasparenza istituzionale, consulta Radar Invisibile.


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